Written by Ilenia

Confedilizia: incontro con il Pd sulla manovra

Proseguono gli incontri di Confedilizia con i Gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione in vista dell’esame della manovra economica per il 2020. Dopo Forza Italia e Fratelli d’Italia, è stata la volta del Partito democratico, mentre martedì prossimo è in programma un incontro con il Movimento Cinque Stelle.
Agli esponenti del Pd, i rappresentanti di Confedilizia hanno anzitutto manifestato le preoccupazioni della proprietà immobiliare per l’annunciato aumento della cedolare secca del 10% sugli affitti abitativi a canone calmierato (fortemente criticato anche dai Sindacati inquilini), che proprio due Governi a guida Pd hanno prima introdotto e poi confermato, rispettivamente nel 2014 e nel 2017.
Sempre a proposito di locazioni, Confedilizia ha espresso l’auspicio che venga confermata la cedolare secca del 21% sugli affitti dei negozi, istituita con la legge di bilancio dello scorso anno – su sollecitazione anche delle associazioni di commercianti – per i soli contratti stipulati nell’anno 2019.
Quanto all’Imu e alla Tasi, Confedilizia ha ribadito l’urgenza di una riduzione del carico fiscale di questa patrimoniale sugli immobili da 22 milirdi di euro l’anno, tornando a rimarcare che una mera unificazione dei due tributi non porterebbe alcuna utilità, specie se si perdessero i pur minimi riferimenti ai servizi contenuti nella Tasi che, anzi, andrebbero rafforzati.
Da ultimo, la Confederazione della proprietà immobiliare ha formulato una precisa proposta tesa a superare il trattamento fiscale discriminatorio nei confronti delle società immobiliari per gli immobili abitativi locati.

Roma, 25 ottobre 2019

Written by Ilenia

“Casa Dolce Casa: come difenderti”. Da Busalla a difesa della proprietà, ribadito un no deciso all’aumento della cedolare secca

Si è svolto quest’oggi a Busalla un convegno organizzato da Ape Confedilizia Genova e dedicato alla difesa della proprietà immobiliare e anche alle ultime novità in tema di legge di bilancio. L’appuntamento  ha visto la partecipazione di oltre 200 persone in arrivo da tutta la provincia. Bene rifugio per antonomasia fino al nuovo millennio, oggi la casa resta un occasione di investimento ma anche un bene da difendere da una serie di attacchi: le tasse, il crollo dei prezzi, la redditività degli affitti, l’aumento dei rischi di morosità. Un bene primario ma sotto attacco, tanto che Ape Confedilizia, l’associazione che ha per scopo la tutela degli interessi generali della proprietà edilizia e dei diritti dei proprietari, ha voluto dedicare al convegno a “Casa dolce casa: come difenderti”.  Un’occasione di confronto che ha visto anche la partecipazione della Città Metropolitana, rappresentata dal consigliere delegato Claudio Garbarino. E’ stato quest’ultimo a intervenire in particolare su un tema scottante e attualissimo, ovvero la previsione di aumento dell’aliquota della cedolare secca, la tipologia contrattuale per l’affitto immobiliare che oggi viene utilizzato in oltre il 50 per cento dei casi. «Il Governo deve rivedere una misura che colpisce duramente le persone. Non è un caso che a dire di no all’aumento siano sia i proprietari, rappresentati a Genova da Ape Confedilizia, sia dagli inquilini. La cedolare è una misura sociale perché riguarda affitti per inquilini disagiati, si applica anche alle locazioni degli studenti universitari. Per questo, anche il
sindacato degli inquilini Sunia ha protestato». Sul punto anche Vincenzo Nasini, presidente di Ape Confedilizia, Genova e vice presidente nazionale, è stato molto netto  «Siamo alle solite : il governo senza idee aumenta le tasse e colpisce la casa andando a toccare quella cedolare secca che sta alla base dei contratti agevolati e ne costituisce il presupposto essenziale. Dobbiamo impedire che l’aumento dal 10 al 12,5 dell’aliquota trovi spazio nella legge finanziaria. Genova è una città dove il numero di contratti con cedolare secca è fortemente maggioritario e dunque questo significa che si andrà a impoverire la città. Così si spara nel mucchio: proprietari inquilini vecchi giovani famiglie». I lavori del convegno si sono aperti alle 9.30 di quest’oggi alla presenza anche di Antonio Canevaro presidente della commissione del registro Amministratori Confedilizia e Fabrizio Segalerba segretario nazionale Fiaip (agenti immobiliari). Tra gli interventi, ha aperto Giovanni Battista Pittaluga che ha parlato di “Crisi, tassazione e prezzo degli immobili” mettendo in evidenza i rischi connessi all’incremento delle tasse. A seguire  Pietro Suozzo (Delegato Valle Scrivia) è intervenuto su “La tutela della proprietà privata”,  Roberto Galvani su “Come aggiornare il valore della proprietà”,  Davide Spinella di “Interventi manutentivi e risparmio energetico”, Piermario Gatto ed Enrico Montobbio sulle “Problematiche relative alla ristrutturazione” e “Quando la proprietà incontra l’Amministrazione Pubblica”. Il presidente di Ape Genova e vice presidente nazionale Confedilizia  Vincenzo Nasini ha portato a termine una relazione su “Proprietà, locazione e condominio: problemi e proposte”;  Alessandro Costa e  Massimiliano Ricordini su “Conseguenze penali agli abusi edilizi”,  Giorgio Fonzi su “Il costo e l’inutilità di certe proprietà” e  Andrea Bruni Prencipe su “Fiscalità, detrazioni e novità normative. Tipologie varie dei contratti di affitto”.
Written by Ilenia

NOVITA’ PER LE COMUNICAZIONI DI PROROGA NEI CONTRATTI DI LOCAZIONE

Niente più sanzioni a chi omette o ritarda la comunicazione di proroga per i contratti di locazione in regime di cedolare secca.

Semplificazione fiscale: dal 30/6/2019, l’articolo 3-bis del Dl 34, aggiunto dalla legge 58/2019, prevede la NON applicazione di sanzioni per la tardiva o omessa comunicazione della proroga del contratto di locazione con regime della cedolare secca.

Mentre rimangono ancora in vigore tutti gli adempimenti per la registrazione del contratto di locazione comprese le relative sanzioni da applicare per l’omesso o ritardo nella registrazione.

 

Written by APE Genova

VINCENZO NASINI: PER CONTRASTARE LA CHIUSURA DEI NEGOZI, ANCHE A GENOVA BISOGNA DIRE STOP ALL’EQUO CANONE.

ANCHE A GENOVA BISOGNA DIRE STOP ALL’EQUO CANONE. OCCORRE LA CEDOLARE SECCA PER GLI AFFITTI COMMERCIALI

Mentre in Parlamento è appena stata presentata una proposta di legge per il superamento della legge sull’equo canone, Vincenzo Nasini, presidente di Ape Confedilizia Genova e vice presidente nazionale, interviene proponendo un’analoga soluzione anche per Genova, città dove alla flessione record per le compravendite di immobili commerciali (meno 27 per cento) si aggiunge una continua chiusura di negozi: «Non solo nei quartieri decentrati e nelle delegazioni, oggi il fenomeno delle saracinesche abbassate riguarda anche il centro della città e le vie tradizionali dello shopping. L’abolizione dell’equo canone per Genova è una soluzione che stiamo proponendo come via di uscita dalla situazione di stallo e di crisi nella quale ci troviamo ormai da anni. Liberare, dare respiro alle esigenze delle parti eliminando vincoli anacronistici. Siamo pronti al dibattito per aprire una nuova via come e accaduto per le locazioni abitative». La legge dell’equo canone risale al 1978 e si tratta di una disciplina che – imponendo contratti di 12 o 18 anni a canone immutabile (salvo l’Istat) – impedisce l’incontro fra domanda e offerta, precludendo l’apertura di nuove attività da parte di tanti giovani che avrebbero bisogno di lavorare. «Il fatto che i contratti di locazione dei locali commerciali siano regolati ancora da una legge preistorica come quella del 1978 sull’equo canone, è una assurdità che non ha paragoni» – dichiara in una nota il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa. «La soluzione a tutto ciò esiste: derogabilità della legge sull’equo canone per tutti – e non solo, come ora previsto, per le locazioni con canone annuo superiore a 250mila euro – e cedolare secca per gli affitti commerciali. Mettiamo subito in cantiere queste due misure e i risultati non tarderanno ad arrivare» – è la proposta di Confedilizia.

Written by APE Genova

Confedilizia, Genova record negativo compravendita commerciale

Confedilizia: compravendite di negozi a Genova a picco nell’ultimo anno: – 25%.  Serve più coraggio nella cedolare secca.

Secondo i dati dell’Agenzia delle entrate, nell’ultimo anno considerato – terzo trimestre 2018 rispetto a terzo trimestre 2017-
il numero di compravendite di immobili non abitativi è diminuito del 10,3%. Lo segnala Confedilizia, precisando che nelle otto principali città per dimensione demografica (Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Bologna e Firenze), le compravendite di uffici e studi privati sono diminuite in media del 27,9%, con picchi del 59,8% a Firenze, del 52% a Roma, del 39,6% a Bologna e del 37,2% a Napoli. Per quanto riguarda negozi e laboratori, si evidenzia il caso di Genova dove si è verificato un crollo record con un preoccupante -22,9%, più elevato del -15,5% a Milano e del -3,5% a Torino.

Il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha così commentato: “Sono numeri sconcertanti, che dimostrano quanto urgente sia intervenire attraverso riduzioni fiscali in questo comparto così importante dell’immobiliare. La prima occasione utile è data dal prossimo esame in Senato del disegno di legge di bilancio, dove il Governo ha previsto un avvio troppo timido di una misura – la cedolare secca sugli affitti – che, se introdotta in modo più coraggioso, consentirebbe di dare nuova vita ad un mercato in grave crisi”. Il vice presidente di Confedilizia e presidente di APE, Associazione Proprietà Edilizia Genova, Vincenzo Nasini conferma la consistenza del caso Genova: “E’ un trend negativo che nasce con la crisi economica ed è stato aggravato da alcune manovre a cominciare da quella di Monti. . La città rischia di perdere una parte del suo tessuto commerciale e, in alcune zone, già è totale la desertificazione commerciale. Occorre reagire con una nuova legislazione che estenda la cedolare secca anche agli affitti commerciali. Per Genova occorre   estendere anche il doppio canale libero e agevolato anche in questo settore. Con Bisogna dare più flessibilità e libertà a chi contrae i contratti, incidendo anche sulle spese di avviamento e prelazione, che invece oggi sono bloccate da una legge che risale al 1978. Il Comune di Genova può fare la sua parte con una fiscalità che tenga conto dell’attuale situazione”.

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