Written by Ilenia

NUOVA BORSA DI STUDIO PER I FIGLI DELLE VITTIME DEL MORANDI. APE-CONFEDILIZIA CI RIPROVA, VENDENDO LE FAMOSE PASHIME SOLIDALI

La solidarietà non si ferma e trova sempre nuovi sbocchi e nuove idee.
E’ questo lo spirito che anima Confedilizia-Ape di genova, che dopo aver dato vita a una raccolta fondi a livello nazionale a favore dei figli delle vittime di ponte Morandi, ha deciso di proseguire l’attività con un’iniziativa originale: «Quando una decina di giorni fa abbiamo consegnato le borse di studio ai parenti delle vittime del ponte Morandi, abbiamo donato, in segno di amicizia le pashnine solidali del ponte Morandi, che abbiamo fatto produrre per l’occasione. Le hanno indossate come testimonial anche Ilaria Cavo, che ringraziamo per la sua presenza, ed Emanuel Diaz, il fratello di una delle vittime.
Sono piaciute a tutti e in molti hanno chiesto di poterle acquistare» – racconta Vincenzo Nasini, presidente di Ape Confedilizia Genova e vice presidente nazionale Confedilizia. La richiesta è stata soddisfatta, naturalmente con un obiettivo solidale: «I fondi ricavati serviranno per istiture un’altra porsa di studio sempre per i figli delle vittime del crollo di Ponte Morandi. Nella prima raccolta abbiano superato i 30 mila euro. Contiamo di bissare il successo».
Le borse di studio per i figli delle vittime del Ponte Morandi, istituite grazie al contributo di dirigenti, consulenti e soci delle associazioni territoriali italiane di Confedilizia.
L’acquisto delle pashmine #confediliziapergenova, è possibile, devolvendo un’offerta minima di 15 euro, presso la sede in Via XX Settembre a Genova, civico 41, quinto piano.

Written by APE Genova

GenovaQuotidiana – 27/12/18 – Anche l’associazione dei datori di lavoro delle colf per gli sfollati di Ponte Morandi

Continua la raccolta fondi per le vittime della tragedia del Ponte Morandi avviata da Confedilizia a livello nazionale e coordinata da Ape, Associazione della Proprietà Edilizia di Genova. In questi giorni il presidente di Ape Confedilizia Genova, Vincenzo Nasini, ha ricevuto un corposo assegno da 5 mila euro da parte di Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, costituita nel 1983 per rappresentare e tutelare la categoria delle famiglie che hanno alle loro dipendenze dei collaboratori domestici. Con l’assegno è arrivata anche una lettera di accompagnamento con la quale si spiega che «Il Comitato esecutivo della Assindatcolf, ricorrendo il 35º della nascita dell’Associazione, ha deciso di devolvere un contributo in favore delle famiglie che hanno dovuto lasciare le loro case in conseguenza del crollo del Ponte Morandi.Abbiamo provveduto ad effettuare un versamento di 5.000 euro al conto da Voi comunicato, indicando come causale Confedilizia per Genova» – ha scritto Teresa Benvenuto, segretario nazionale Assindatcolf. Una notizia molto importante, che conferma il successo dell’iniziativa avviata subito dopo il disastro e che è arrivata pochi giorni prima di Natale: «Grazie alla forte e ramificata rete di associazioni locali che fanno capo a Confedilizia e anche alla solidarietà di altre associazione, come appunto Assindatcolf, proseguiamo la nostra campagna di raccolta fondi». Dalle piccole città della provincia italiana ai capoluoghi, fino alle metropoli. Sono circa 200 le sedi territoriali di Confedilizia, che stanno raccogliendo denaro a favore degli sfollati genovesi di Ponte Morandi. Una solidarietà che, come aggiunge Nasini «Conferma che l’appello lanciato a livello nazionale è stato raccolto in tutta Italia. Segno che i nostri associati hanno compreso l’importanza dell’iniziativa e che c’è un desiderio diffuso di dare una mano a Genova». L’Associazione della Proprietà Edilizia-Confedilizia di Genova, in collaborazione con la Confedilizia nazionale, si era infatti attivata, a pochi giorni dal crollo del viadotto autostradale, per fare la propria parte affinché le problematiche abitative degli sfollati possano essere, seppur in piccola parte, mitigati dalla generosità dei cittadini, con una libera donazione alla causa. «Abbiamo persone che hanno dato qualche decina d euro, altre cifre più rilevante – aggiunge Nasini – ma quel che conta non è l’importo ma il comune sentire che si è diffuso attorno alla tragedia. Noi, naturalmente, ringraziamo tutti quelli che hanno dato il loro contributo e quelli che lo daranno». Perché l’iniziativa sta proseguendo: è sempre attivo il conto corrente dedicato alla raccolta fondi volontaria la cui somma verrà devoluta direttamente e senza intermediazioni agli sfollati.

Il conto corrente presso la Banca Passadore Sede di Genova corrisponde al seguente IBAN intestato all’Associazione della Proprietà Edilizia di Genova:

IT 13 O 03332 01400 000000961407

Nella causale dovrà essere indicata la dicitura “Confedilizia per Genova”. Si precisa che il versamento dovrà essere effettuato esclusivamente sul conto corrente dedicato. Non dovranno essere effettuati accrediti presso l’Associazione.

Written by APE Genova

GenovaPost – 10/12/18 – Compravendite di negozi, Confedilizia: «Crollo record, serve più coraggio nella cedolare secca»

Genova – «Sono crollate del -22,9% le compravendite di negozi e laboratori a Genova nel terzo trimestre del 2018 rispetto al terzo trimestre del 2017»: lo segnala Confedilizia analizzando i dati dell’Agenzia delle Entrate da cui emerge che nelle principali città italiane per dimensione demografica (Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Bologna e Firenze), le compravendite di uffici e studi privati sono diminuite in media del 27,9%.

«Sono numeri sconcertanti, che dimostrano quanto urgente sia intervenire attraverso riduzioni fiscali in questo comparto così importante dell’immobiliare. La prima occasione utile è data dal prossimo esame in Senato del disegno di legge di bilancio, dove il Governo ha previsto un avvio troppo timido di una misura – la cedolare secca sugli affitti – che, se introdotta in modo più coraggioso, consentirebbe di dare nuova vita ad un mercato in grave crisi», dichiara il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa.

Il vice presidente di Confedilizia e presidente di APE, Associazione Proprietà Edilizia Genova, Vincenzo Nasini ha confermato la consistenza del caso Genova: «E’ un trend negativo che nasce con la crisi economica ed è stato aggravato da alcune manovre a cominciare da quella di Monti. . La città rischia di perdere una parte del suo tessuto commerciale e, in alcune zone, già è totale la desertificazione commerciale. Occorre reagire con una nuova legislazione che estenda la cedolare secca anche agli affitti commerciali. Per Genova occorre estendere anche il doppio canale libero e agevolato anche in questo settore. Con Bisogna dare più flessibilità e libertà a chi contrae i contratti, incidendo anche sulle spese di avviamento e prelazione, che invece oggi sono bloccate da una legge che risale al 1978. Il Comune di Genova può fare la sua parte con una fiscalità che tenga conto dell’attuale situazione».

Written by APE Genova

A GENOVA FORUM SUL DIRITTO IMMOBILIARE

NASINI, PRESIDENTE CONFEDLIZIA APE SUI CONTRATTI DEL “SECONDO CANALE”

Venerdì 7 dicembre presso il Centro di Cultura, Formazione ed Attività Forensi, in via XII Ottobre a Genova, si terrà il seminario formativo “2008-2018, dieci anni di attività formativa del foro immobiliare in materia di diritto immobiliari. Tanti gli interventi nel corso del dibattito, che si svolgerà dalle 9.30 alle 12.30 e riprenderà poi dalle 14.30 alle 17.30. Vincenzo nasini, presidente del Foro Immobiliare e di Ape-Confedilizia Genova, interverrà al pomeriggio sul tema dei “Contratti di Secondo Canale”, con rifermento al cosiddetto “canale agevolato” per contratti che permettono, ad entrambe le parti, di ottenere agevolazioni fiscali. Gli altri interventi della giornata sono degli avvocati Massimo Benoi Torsegno, Pier Paolo Capponi, Carlo Bendin, Giuseppe Attinà. Altri interventi sono previsti da parte di Luciano Piccinelli presidente dei Geometri di Genova, Raffaella Gabriel giudice del Tribunale di Genova, Venanzo Mantero Tributarista.

Written by APE Genova

ANSA – Confedilizia, iniqua proroga maggiorazione Tasi

La proroga della maggiorazione Tasi
dello 0,8 per mille, inserita nella legge di bilancio, “non fa
che prolungare una situazione di pesante iniquita’”. Lo rileva
Confedilizia, spiegando che tale maggiorazione – che consente ad
alcuni Comuni (fra cui Roma e Milano) di raggiungere l’aliquota
massima Imu-Tasi dell’11,4 per mille rispetto all’ordinario 10,6
– era stata prevista, per 2014 e 2015, a condizione che con essa
fossero finanziate, relativamente alle abitazioni principali ed
equiparate, “detrazioni d’imposta o altre misure, tali da
generare effetti sul carico di imposta Tasi equivalenti o
inferiori a quelli determinatisi con riferimento all’Imu
relativamente alla stessa tipologia di immobili”.
Il limite massimo, insiste l’associazione, “si giustificava
esclusivamente, alle condizioni previste, negli anni 2014 e
2015. La possibilita’ poi concessa per gli anni successivi non
trovava piu’ alcuna giustificazione, cosi’ come non trova
giustificazione l’ulteriore proroga – addirittura di due anni –
con la quale viene nuovamente scaricata sui proprietari
immobiliari una richiesta di fondi proveniente da alcuni Comuni.
Una disposizione eccezionale e finalizzata per due anni
(2014-2015) si estende quindi per altri cinque, arrivando fino
al 2020 e senza alcuna motivazione che non sia di pura cassa. Si
tratta di un segnale gravemente negativo che si aggiunge alla
mancata conferma del blocco degli aumenti dei tributi locali,
che innestera’ senz’altro una generale spinta a incrementi che,
con riferimento all’Imu e alla Tasi, portera’ ad accrescere la
gia’ elevatissima imposizione tributaria di natura patrimoniale
gravante sugli immobili, pari a 21 miliardi di euro ogni anno.
C’e’ da augurarsi – conclude Confedilizia – che l’esame della
manovra in Senato porti al settore immobiliare novita’ che
rimedino alla gravita’ di tali decisioni. Le proposte sono sul
tavolo e sono il minimo che si possa chiedere: una cedolare
secca per gli affitti commerciali piu’ coraggiosa, l’eliminazione
dell’Imu per i negozi sfitti (piu’ volte annunciata dallo stesso
Vicepremier Salvini), la stabilizzazione della cedolare per le
locazioni abitative a canone concordato, l’eliminazione delle
tasse sui canoni di locazione non percepiti, una maggiore
estensione degli incentivi per gli interventi sugli immobili,
misure per favorire gli investimenti nel residenziale”. (ANSA).

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