Written by APE Genova

Niente cedolare secca per gli affitti dei negozi. Una scelta sbagliata che colpirà Genova e provincia.

Il mancato reinserimento della cedolare secca per gli affitti commerciali nel decreto Milleproroghe non ha solamente colpito le attività commerciali, ma anche i proprietari di immobili. Come spiega apertamente la Confedilizia con il suo presidente nazionale Giorgio Spaziani Testa che nel profilo twitter ha scritto «La conferma del no al rinnovo della cedolare secca per gli affitti dei negozi è una scelta sbagliata che aggraverà la già disastrosa situazione delle nostre città. Se il Governo, come detto e ribadito, non è contrario a questa misura, non vi è ragione per non riavviarla subito». La novità negativa per un comparto in grande difficoltà come quello commerciale, rischia di diventare disastrosa a Genova e Provincia dove il settore immobiliare-commerciale è in profonda crisi. «Con quale faccia tosta questo governo sostiene di avere ridotto le tasse e afferma di voler dare impulso all’economia e al commercio se tutti i provvedimenti che adotta vanno nella direzione opposta?» – si interroga Vincenzo Nasini, presidente di Ape-Confedlizia Genova e vice presidente nazionale, che poi aggiunge: «Da un lato si lamentano della crisi del commercio e della chiusura degli esercizi commerciali e affermano che questo non è il governo delle tasse e dall’altro aboliscono con un imprevedibile blitz la cedolare secca sulle locazioni commerciali al 21% cioè l’unico provvedimento tra quelli adottati negli ultimi anni che poteva dar fiato a un comparto moribondo. Per la realtà di Genova e della provincia rischia di essere il colpo di grazia . Insomma, mentre ci si straccia le vesti per l’espansione di Amazon e per la moria di negozi, si elimina l’unica misura con la quale vi era speranza di rianimare un comparto in crisi, contribuendo anche a migliorare l’aspetto delle nostre città, combattendo degrado e insicurezza». Rispondendo in audizione a numerose sollecitazioni da parte di parlamentari di maggioranza e opposizione, il ministro Roberto Gualtieri aveva spiegato che la cedolare secca sugli affitti dei negozi, scaduta lo scorso 31 dicembre, non è stata confermata per ragioni di bilancio, pur non essendovi una preclusione di merito da parte del Governo.

 

Parlano di noi:
Genova24: https://www.genova24.it/2020/02/mancata-cedolare-secca-per-affitti-commerciali-confedilizia-per-genova-e-un-disastro-230687/

Written by APE Genova

Per Genova l’abolizione della cedolare secca sul commercio è un disastro per il comparto e per la proprietà

La scelta del governo di annullare secca del 21% sui negozi è stata duramente attaccata dalla Confedilizia a livello nazionale, ma diventa un vero e proprio vulnus per un settore commerciale come quello genovese che è ridotto al lumicino. E’ questo il giudizio espresso da Vincenzo Nasini, presidente di Ape Confedilizia Genova e vice presidente nazionale: «E’ una misura incredibile adottata da governo e maggioranza schizofrenici che da un lato si lamentano della crisi del commercio e della chiusura degli esercizi commerciali e affermano che questo non è il governo delle tasse e dall’altro aboliscono con un imprevedibile blitz la

L’avv. Nasini, vice presidente di Confedilizia Nazionale

cedolare secca sulle locazioni commerciali al 21% cioè l’unico provvedimento tra quelli adottati negli ultimi anni che poteva dar fiato a un comparto moribondo. Per la realtà di Genova e della provincia rischia di essere il colpo di grazia». Insomma, mentre ci si straccia le vesti per l’espansione di Amazon e per la moria di negozi, si elimina l’unica misura con la quale vi era speranza di rianimare un comparto in crisi, contribuendo anche a migliorare l’aspetto delle nostre città, combattendo degrado e insicurezza. Davvero incredibile. Sulla stessa lunghezza d’onda si era espreso Giorgio Spaziani Testa, presidente nazionale che sarà a Genova la prossima settimana: «La scorsa notte, il Governo e la maggioranza hanno deciso di annullare la cedolare secca del 21 per cento sugli affitti dei negozi, che era stata introdotta un anno fa con l’intento di limitare la gravissima crisi dei locali commerciali. Si tratta di una decisione sorprendente. La misura era condivisa da tutte le forze politiche: l’hanno varata il Movimento 5 Stelle e la Lega con l’ultima manovra e per questa legge di bilancio vi erano emendamenti che ne prevedevano la conferma da parte dello stesso Movimento 5 Stelle, del Partito democratico e di Italia Viva, oltre che delle forze di opposizione (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia). La necessità della cedolare era talmente evidente che a richiederla erano state anche le associazioni dei commercianti, convinte anch’esse che l’eccesso di tassazione sui proprietari dei locali affittati ostacolasse l’apertura di nuove attività». Le conseguenze sono disastrose: in assenza della cedolare, che era stata prevista per i contratti stipulati nel 2019, il proprietario è infatti soggetto all’Irpef, all’addizionale regionale Irpef, all’addizionale comunale Irpef e all’imposta di registro, per un carico totale che può superare il 48 per cento del canone e al quale deve aggiungersi la patrimoniale Imu-Tasi, oltre alle spese di manutenzione dell’immobile e al rischio morosità (per non parlare degli effetti provocati dalla preistorica regolamentazione dei contratti di locazione interessati).

 

Trovate altri articoli sull’argomento:
Levante News: http://www.levantenews.it/index.php/2019/12/10/tasse-abolizione-cedolare-secca-colpo-di-grazia-al-commercio/
La Voce di Genova: http://www.lavocedigenova.it/2019/12/10/mobile/leggi-notizia/argomenti/politica-6/articolo/confedilizia-contro-labolizione-della-cedolare-secca-del-21-sui-negozi.html

Written by APE Genova

Confedilizia: incontro con il Pd sulla manovra

Proseguono gli incontri di Confedilizia con i Gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione in vista dell’esame della manovra economica per il 2020. Dopo Forza Italia e Fratelli d’Italia, è stata la volta del Partito democratico, mentre martedì prossimo è in programma un incontro con il Movimento Cinque Stelle.
Agli esponenti del Pd, i rappresentanti di Confedilizia hanno anzitutto manifestato le preoccupazioni della proprietà immobiliare per l’annunciato aumento della cedolare secca del 10% sugli affitti abitativi a canone calmierato (fortemente criticato anche dai Sindacati inquilini), che proprio due Governi a guida Pd hanno prima introdotto e poi confermato, rispettivamente nel 2014 e nel 2017.
Sempre a proposito di locazioni, Confedilizia ha espresso l’auspicio che venga confermata la cedolare secca del 21% sugli affitti dei negozi, istituita con la legge di bilancio dello scorso anno – su sollecitazione anche delle associazioni di commercianti – per i soli contratti stipulati nell’anno 2019.
Quanto all’Imu e alla Tasi, Confedilizia ha ribadito l’urgenza di una riduzione del carico fiscale di questa patrimoniale sugli immobili da 22 milirdi di euro l’anno, tornando a rimarcare che una mera unificazione dei due tributi non porterebbe alcuna utilità, specie se si perdessero i pur minimi riferimenti ai servizi contenuti nella Tasi che, anzi, andrebbero rafforzati.
Da ultimo, la Confederazione della proprietà immobiliare ha formulato una precisa proposta tesa a superare il trattamento fiscale discriminatorio nei confronti delle società immobiliari per gli immobili abitativi locati.

Roma, 25 ottobre 2019

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