Written by Ilenia

Case vacanza, ecco perché il Citra fa flop

Confedilizia: solo il 25% nel Levante si è adeguato. “E’ visto come un doppione e la procedura online è troppo complessa”

Almeno fino a oggi è stato un flop il Codice identificativo per gli appartamenti turistici (Citra), strumento voluto dalla Regione soprattutto su richiesta degli albergatori, per fare emergere dal punto di vista fiscale i vari alloggi turistici affittati attraverso i canali social, come Airbnb, o con il tradizionale metodo delle agenzie immobiliari. L’obbligo di dotarsi del Citra, valido per tutti coloro che affittano un appartamento ammobiliato con contratto transitorio, aveva come scadenza il primo di agosto; ma a tutt’oggi solo meno del 30 per cento dei proprietari e delle agenzie ha adempiuto all’obbligo. Un dato che sarebe ancora più basso nella riviera di Levante: circa il 25 per cento. Una circostanza che ha già suscitato molte polemiche, da parte degli albergatori che si può spiegare con molte ragioni. Come fa notare ad esempio Vincenzo Nasini, presidente Confedilizia provincia di Genova e vice presidente nazionale: “Siamo stati sempre contrari al codice regionale, anche perchè dopo l’introduzione del provvedimento in Liguria, al ministero del Turismo è stata creata una banca dati degli “immobili destinati alle locazioni brevi”, che dovranno dotarsi di un “codice identificativo”. Noi abbiamo informato i nostri associati invitandoli a dotarsi del codice, ma se le cose sono fatte male non ci possiamo fare nulla”.
Anche per Luciano Maggi, responsabile Confedilizia Chiavari non ci si può sorprendere del flop: “E’ vissuto come un doppione e per aderire bisogna seguire una procedura troppo complessa online. Io stesso mi aspettavo che dalla Regione venisse inviato un documento da compilare, salvo scoprire che anche quest’ultima attività è lasciata nelle mani del proprietario. Anche fissare la scadenza in piena estate, il primo agosto, è stato un errore.” Sulla questione c’è stata anche un’interrogazione regionale presentata dal consigliere regionale del levante, il 5 Stelle Fabio Tosi: “Oggi, purtroppo, basta fare una veloce verifica sui siti che trattano questo tipo di offerta (Airbnb o Booking per fare un paio di esempi), per scoprire che moltissimi proprietari di appartamenti non rispettano la legge regionale vigente, che li obbliga a pubblicare il codice identificativo (Citra) inviato dalla Regione. Chiediamo che l’assessore competente intervenga per chiaire se ci sono stati problemi o se sono i proprietari a essere in ritardo con l’inserimento del codice”. A rispondere è stato l’assessore al Turismo, Giovanni Berrino: “Effettivamente il numero degli appartamenti per i quali è stato pubblicato il codice è circa il 30%. Noi però non possiamo efettuare i controlli: questo compito adesso spetta ai Comuni. Il codice Citra (così come il codice Citr per gli alberghi) ha come obiettivi la tutela dei turisti per evitare truffe ai loro danni, il contrasto dell’abusivismo e il garantire la corretta applicazione dell’imposta di soggiorno.”

Edoardo Meoli, Il Secolo XIX

 

Written by Ilenia

Case in affitto in Liguria, diciamo no al codice

L’associazione della proprietà edilizia di Genova, Ape Confedilizia, ha immediatamente informato gli associati e i proprietari dell’entrata in vigore delle disposizioni attuative del codice Citra, relativo agli appartamenti ammobiliati ad uso turistico.
L’intenzione è evidentemente quella di consentire a tutti di adempiere tempestivamente agli obblighi, senza incorrere in salate contravvenzioni; ricordando che l’obbligo di pubblicazione scatta il primo di agosto.

Fermo restando tale dovere informativo, la Confedilizia locale e nazionale è sempre stata contraria all’istituzione di un codice obbligatorio per le locazioni turistiche.
Una contrarietà ragionata che parte da alcune considerazioni puntuali e particolari. Nello specifico si rischia di istituire un codice inutile, in quanto si deve dotare di esso la aggior parte della abitazioni, posto che le stesse, pur non avendo espressamente vocazione turistica, potrebbero essere utilizzate almeno una volta nel corso dell’anno per locazione turistica.

Con il passare del tempo, si potrebbe arrivare al paradosso di avere tutte le abitazioni della Liguria dotate di codice.
La proposta di Confedilizia è ben diversa: per arrivare al sistema di raccolta e monitoraggio, l’Associazione della proprietà edilizia propone di perfezionare la comunicazione tramite “Alloggiati Web” (portale online in cui tutti gli alberghi e le strutture ricettive hanno l’obbligo di registrare le presenze dei propri clienti entro le ventiquattr’ore dall’arrivo degli stessi, ndr) al fine di fornire a tutti i soggetti interessati (Stat, enti regioali, amministrazioni comunali) i dati di cui hanno necessità.

A tale fine sarebbe sufficiente che il Ministero degli Interni, nel momento in cui riceve la comunicazione degli ospiti, trasferisse agli enti indicati i dati in suo possesso.
In questo modo, con una comunicazione unica, i vari interessi in gioco sarebbero soddisfatti senza un’eccessiva e inutile burocrazia, con costi minimi per i cittadini e per lo Stato.

L’autore dell’articolo è l’avvocato V. Nasini, presidente di Ape-Confedilizia Genova e vice presidente Confedilizia nazionale