Sportello Confedilizia Genova: espropri e danni da cantieri
Written by Staff MeRcomm

Apre a Genova il nostro sportello per gli indennizzi da opere pubbliche

Siamo la maggiore associazione italiana della proprietà immobiliare, da oltre 140 anni impegnata nella tutela del diritto di proprietà, continua consulenza per i proprietari di immobili danneggiati dall’esecuzione di nuove opere pubbliche. In particolare, coloro che stanno per subire l’esproprio o sono interferiti dai rumori polveri e vibrazioni provenienti dai cantieri aperti o che subiranno la svalutazione di mercato del proprio immobile in conseguenza della messa in esercizio dei nuovi tracciati ferroviari e stradali o da altre opere di edilizia pubblica.

Lo sportello è aperto a Genova nella sede di via XX Settembre, 41, con orario al martedì dalle 14 alle 16. L’obiettivo è quello di fornire un’informativa adeguata sui loro diritti ai proprietari di immobili impattati dall’esecuzione delle nuove opere pubbliche. I privati potranno infatti proporre tutti i quesiti che riterranno.

Per Vincenzo Nasini, il nostro presidente e vicepresidente nazionale di Confedilizia, e per Paolo Prato, presidente di Ape Confedilizia della Provincia di Imperia e della Federazione Ligure della Proprietà edilizia: «Le problematiche attuali sono molteplici: con riferimento agli espropri le questioni fondamentali sono la mancanza di trasparenza e condivisione con i privati circa i tempi di realizzazione che molto spesso si allungano e i dettagli sul tracciato, sui costi e sull’assenza di un piano per gli indennizzi. Inoltre, le opere di rigenerazione e riqualificazione urbana non possono essere alternative o sostituirsi agli indennizzi prescritti dalla legge o riconosciuti dalla giurisprudenza. Tali interventi pubblici devono essere trasparenti, concertati e comunicati con in tempo ai privati che li subiscono in modo che possano organizzarsi. Quando agli indennizzi per i danni da cantiere accade in alcuni casi che coloro che da più annualità ricevano l’indennizzo, se lo vedano negare per altre annualità semplicemente perché sono definiti “non frontisti”. In altri casi in situazioni del tutto analoghe un soggetto attuatore riconosce l’indennizzo dei danni temporanei da cantiere mentre un altro soggetto attuatore li nega, sebbene i rispettivi cantieri siano a pochi metri di distanza. Ancora accade che delle abitazioni siano molto vicino all’opera e quindi fortemente impattate ma non subiscono l’esproprio di legge. I danni da cantiere sono valutati come in altri casi di alloggi molto più distanti e meno impattati e quindi a situazioni diverse vi sono uguagli trattamenti. In casi estremi alcuni immobili perdono totalmente la loro commerciabilità, divengono invendibili, e l’indennizzo in rapporto al danno subito non è adeguato perché fondato su criteri ormai superati dalla giurisprudenza».

La giurisprudenza è pacifica nel ritenere che il proprietario che subisce la perdita di utilità per effetto della legittima costruzione di un’opera pubblica deve essere interamente indennizzato dalla collettività per la perdita subita.  In altre parole, l’indennizzo deve essere giusto inteso come completo ristoro dei danni economici subiti. Per informazioni e appuntamenti: 010565149. 010565768; info@apegeconfedilizia.org

 

Proposta Avs su Affitti Brevi: la nostra opinione
Written by Staff MeRcomm

Proposta Avs su Affitti Brevi: la nostra opinione

Bisogna incentivare gli affitti lunghi con la leva fiscale. Oggi quasi 40.000 in Liguria. 11.000 a Genova

Ci sentiamo di contestare fortemente la proposta di legge di Avs recante: “Disciplina sperimentale per l’equilibrio tra residenzialità stabile e locazioni brevi nel territorio regionale”, in quanto non solo sbagliata in linea di principio, ma anche controproducente proprio all’inizio della stagione turistica.

Come associazione che più di tutti rappresenta i proprietari di casa e che da oltre 140 anni tutela la proprietà immobiliare, non possiamo esimerci dal criticare, ormai da tempo, questo approccio “dirigista e vincolistico” alla questione. Se la proposta di legge fosse approvata, i Comuni avrebbero la possibilità di individuare aree del loro territorio in cui limitare o bloccare il rilascio di autorizzazioni per l’avvio di locazioni brevi e verrebbe costituito un osservatorio regionale per monitorare il fenomeno.

Per noi di Confedilizia, tale stretta sugli affitti brevi impedirebbe ai proprietari di affittare liberamente i propri immobili. L’effetto sarebbe che l’immobile resterebbe di proprietà del privato, ma la decisione su come usarlo passerebbe ormai al potere politico.

La proposta di legge di Avs non è altro che un intervento eccessivo su una materia già regolata dal Codice Civile. Inoltre, limitare gli affitti brevi non aumenterà la disponibilità di alloggi per affitti lunghi, ma porterà solo a una diminuzione dei posti disponibili per i turisti, costituendo un autogol per tutto il comparto economico.

La nostra proposta alternativa, invece di nuovi vincoli, rimane quella di incentivare le locazioni a lungo termine attraverso la riduzione dell’Imu e maggiori garanzie per i proprietari di ottenere la disponibilità degli immobili tramite procedure di sfratto in tempi brevi.

La crisi abitativa non si risolve con nuovi interventi statali, ma con più libertà e meno regolamentazione imposta.

In Liguria, ad oggi (dati di fine 2025), gli Aaut attivi sono 39.099, così suddivisi: 11.569 nella Città Metropolitana di Genova, 8.035 in provincia di Imperia, 12.165 in provincia di Savona e 7.330 in provincia della Spezia. Da gennaio a settembre del 2025 (dati dell’Osservatorio Ligure), si sono registrate 17.921.502 presenze, di cui 3.972.329 nei soli Aaut. Relativamente al solo mese di settembre si sono registrate 2.281.745 presenze, di cui 396.521 negli Aaut. Analizzando il dato da gennaio a settembre per provincia, spicca Savona con 5.862.402 presenze (di cui 1.123.632 negli Aaut), seguita da Genova (5.273.855, 1.442.129 Aaut), Imperia (3.534.805, 691.560 Aaut) e La Spezia (3.336.249, 800.817 Aaut).