Proposta Avs su Affitti Brevi: la nostra opinione
Written by Staff MeRcomm

Proposta Avs su Affitti Brevi: la nostra opinione

Bisogna incentivare gli affitti lunghi con la leva fiscale. Oggi quasi 40.000 in Liguria. 11.000 a Genova

Ci sentiamo di contestare fortemente la proposta di legge di Avs recante: “Disciplina sperimentale per l’equilibrio tra residenzialità stabile e locazioni brevi nel territorio regionale”, in quanto non solo sbagliata in linea di principio, ma anche controproducente proprio all’inizio della stagione turistica.

Come associazione che più di tutti rappresenta i proprietari di casa e che da oltre 140 anni tutela la proprietà immobiliare, non possiamo esimerci dal criticare, ormai da tempo, questo approccio “dirigista e vincolistico” alla questione. Se la proposta di legge fosse approvata, i Comuni avrebbero la possibilità di individuare aree del loro territorio in cui limitare o bloccare il rilascio di autorizzazioni per l’avvio di locazioni brevi e verrebbe costituito un osservatorio regionale per monitorare il fenomeno.

Per noi di Confedilizia, tale stretta sugli affitti brevi impedirebbe ai proprietari di affittare liberamente i propri immobili. L’effetto sarebbe che l’immobile resterebbe di proprietà del privato, ma la decisione su come usarlo passerebbe ormai al potere politico.

La proposta di legge di Avs non è altro che un intervento eccessivo su una materia già regolata dal Codice Civile. Inoltre, limitare gli affitti brevi non aumenterà la disponibilità di alloggi per affitti lunghi, ma porterà solo a una diminuzione dei posti disponibili per i turisti, costituendo un autogol per tutto il comparto economico.

La nostra proposta alternativa, invece di nuovi vincoli, rimane quella di incentivare le locazioni a lungo termine attraverso la riduzione dell’Imu e maggiori garanzie per i proprietari di ottenere la disponibilità degli immobili tramite procedure di sfratto in tempi brevi.

La crisi abitativa non si risolve con nuovi interventi statali, ma con più libertà e meno regolamentazione imposta.

In Liguria, ad oggi (dati di fine 2025), gli Aaut attivi sono 39.099, così suddivisi: 11.569 nella Città Metropolitana di Genova, 8.035 in provincia di Imperia, 12.165 in provincia di Savona e 7.330 in provincia della Spezia. Da gennaio a settembre del 2025 (dati dell’Osservatorio Ligure), si sono registrate 17.921.502 presenze, di cui 3.972.329 nei soli Aaut. Relativamente al solo mese di settembre si sono registrate 2.281.745 presenze, di cui 396.521 negli Aaut. Analizzando il dato da gennaio a settembre per provincia, spicca Savona con 5.862.402 presenze (di cui 1.123.632 negli Aaut), seguita da Genova (5.273.855, 1.442.129 Aaut), Imperia (3.534.805, 691.560 Aaut) e La Spezia (3.336.249, 800.817 Aaut).

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