Ago 302016
 

Puntualmente, come sempre accade al verificarsi di ogni evento calamitoso, ecco riprendere forza quei personaggi di varia natura ed estrazione, che vedono in tali eventi l’occasione propizia per formulare proposte di iniziative salvifiche, atte a impedire il futuro verificarsi di analoghi eventi dannosi.

Ecco ricompattarsi le folte schiere di tecnici e i loro paladini, i quali ci rassicurano all’unisono, attraverso i media che danno loro inopinatamente ed esageratamente spazio, che le conseguenze devastanti di terremoti e alluvioni possano essere prevenute ed evitate con  l’istituzione del cosiddetto “fascicolo” o “libretto” di fabbricato, istituzione i cui costi (che sono i compensi del tecnici che lo redigono) dovrebbero gravare non sullo Stato ma sui proprietari di casa, posto che in fondo ne va della loro sicurezza.

E d’altro canto non ci si può stupire, ma solo indignare, che da tali categorie di soggetti si voglia acciuffare al volo l’occasione che un sisma offre di riuscire finalmente a portare a compimento quello che Giudici di ogni ordine e grado hanno sempre definito e giudicato come illegittimo, impedendo così che venissero garantite a legioni di tecnici ulteriori occasioni di lavoro indotto, che dovrebbero andare ad aggiungersi a quelle rappresentate dai numerosi e variegati obblighi di adeguamento alle numerose leggi  vigenti.

Al di là delle argomentazioni giuridiche che la Confedilizia, da sola, ha fatto valere fin qui con successo nelle opportune sedi, questi soggetti e soprattutto quei politici di varia estrazione nonché alcuni giornalisti della carta stampata e dei media, anche di chiara fama, e persino alcuni presunti esperti in materia di sicurezza, che stanno tenendo bordone unendosi a questo coro interessato, come possono affermare che la mera realizzazione di un libretto per fabbricati, la cui costruzione risale al Rinascimento, possa evitare il verificarsi di eventi calamitosi  in zone sismiche e non, quando poi nella realtà risulta, e quegli stessi giornalisti lo hanno testimoniato e documentato, che edifici, anche pubblici, dichiaratamente costruiti nel rispetto di normative antisismiche, sono miseramente crollati prima di altri costruiti nel medioevo o nel Rinascimento?

Vien da dire che in realtà bisognerebbe istituire il libretto dei politici, degli amministratori e dei tecnici, oltreché delle imprese, che autorizzano, progettano e realizzano edifici pubblici e privati destinati a crollare puntualmente e miseramente dopo qualche anno dalla loro costruzione, e spesso prima ancora che si sia cominciato ad utilizzarli, quando fabbricati, strade, ponti e manufatti vari, realizzati dai nostri avi, gli antichi romani, hanno resistito nei secoli a decine, centinaia, migliaia di eventi calamitosi.

E soprattutto bisognerebbe dar vita a una nuova fattispecie criminosa per colpire in modo esemplare tali soggetti con pene adeguate: sono loro, non i cittadini, a dover pagare per le loro colpe per la realizzazione di un inutile orpello cartaceo, che non può sostituire l’onestà, la capacità e la serietà delle persone preposte a dare ai cittadini abitazioni sicure e rispettose nelle normative.

In conclusione: meno fascicoli e libretti, più onestà e competenza a tutti i livelli, meno spese per i cittadini, più impegno da parte dello Stato e più serietà da parte dei cittadini stessi nel rispettare gli obblighi di legge.

 

 

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