Indennizzi per il Terzo Valico e progetto ultimo miglio: restano gravi criticità
Gli indennizzi rischiano di essere insufficienti e non per tutti coloro che ne hanno diritto.
Per Nasini (vicepresidente di Confedilizia e presidente di Ape Genova) e Prato (presidente della Federazione Ligure) la notizia che la Regione ha dato via libera al progetto, ultimo miglio, di riqualificazione dell’area Genova Campasso è senz’altro positiva in quanto saranno a breve sbloccati gli indennizzi destinati ai residenti in quella zona. Ma non solo. Il programma Pris è uno strumento fondamentale adottato quasi solo dalla Regione Liguria.
Tuttavia, sussistono diverse gravi criticità per i proprietari interferiti dalla nuova opera pubblica.
Innanzitutto, la somma stanziata rischia di non essere sufficiente a corrispondere a tutti i soggetti danneggiati il giusto indennizzo che deve interessare all’intero ristoro dei danni patrimoniali subiti e l’area di trenta metri dal binario esterno è insufficiente a individuare tutti coloro che subiranno i danni permanenti da svalutazione ai propri immobili. I progetti di riqualificazione sono fondamentali, ma non possono essere alternativi o sostitutivi degli indennizzi previsti per legge e dalla giurisprudenza. Le Linee Guida utilizzate per gli indennizzi non sono norme di legge, ma solo regolamenti interni ai soggetti attuatori e sono superate dalla giurisprudenza e devono essere riviste in quanto penalizzano i privati rispetto alla Pubblica Amministrazione. Gli indennizzi devono essere discussi e trattati in appositi tavoli con i comitati, le associazioni e altre rappresentanze ritenute idonee, spesso ciò non avviene creando un’esplosione di contenzioso.
Nasini e Prato concludono auspicando un maggiore coinvolgimento dei privati interferiti e delle associazioni rappresentative nella determinazione degli indennizzi.




