Written by APE Genova

GenovaPost – 10/12/18 – Compravendite di negozi, Confedilizia: «Crollo record, serve più coraggio nella cedolare secca»

Genova – «Sono crollate del -22,9% le compravendite di negozi e laboratori a Genova nel terzo trimestre del 2018 rispetto al terzo trimestre del 2017»: lo segnala Confedilizia analizzando i dati dell’Agenzia delle Entrate da cui emerge che nelle principali città italiane per dimensione demografica (Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Bologna e Firenze), le compravendite di uffici e studi privati sono diminuite in media del 27,9%.

«Sono numeri sconcertanti, che dimostrano quanto urgente sia intervenire attraverso riduzioni fiscali in questo comparto così importante dell’immobiliare. La prima occasione utile è data dal prossimo esame in Senato del disegno di legge di bilancio, dove il Governo ha previsto un avvio troppo timido di una misura – la cedolare secca sugli affitti – che, se introdotta in modo più coraggioso, consentirebbe di dare nuova vita ad un mercato in grave crisi», dichiara il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa.

Il vice presidente di Confedilizia e presidente di APE, Associazione Proprietà Edilizia Genova, Vincenzo Nasini ha confermato la consistenza del caso Genova: «E’ un trend negativo che nasce con la crisi economica ed è stato aggravato da alcune manovre a cominciare da quella di Monti. . La città rischia di perdere una parte del suo tessuto commerciale e, in alcune zone, già è totale la desertificazione commerciale. Occorre reagire con una nuova legislazione che estenda la cedolare secca anche agli affitti commerciali. Per Genova occorre estendere anche il doppio canale libero e agevolato anche in questo settore. Con Bisogna dare più flessibilità e libertà a chi contrae i contratti, incidendo anche sulle spese di avviamento e prelazione, che invece oggi sono bloccate da una legge che risale al 1978. Il Comune di Genova può fare la sua parte con una fiscalità che tenga conto dell’attuale situazione».

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ANSA – Confedilizia, iniqua proroga maggiorazione Tasi

La proroga della maggiorazione Tasi
dello 0,8 per mille, inserita nella legge di bilancio, “non fa
che prolungare una situazione di pesante iniquita’”. Lo rileva
Confedilizia, spiegando che tale maggiorazione – che consente ad
alcuni Comuni (fra cui Roma e Milano) di raggiungere l’aliquota
massima Imu-Tasi dell’11,4 per mille rispetto all’ordinario 10,6
– era stata prevista, per 2014 e 2015, a condizione che con essa
fossero finanziate, relativamente alle abitazioni principali ed
equiparate, “detrazioni d’imposta o altre misure, tali da
generare effetti sul carico di imposta Tasi equivalenti o
inferiori a quelli determinatisi con riferimento all’Imu
relativamente alla stessa tipologia di immobili”.
Il limite massimo, insiste l’associazione, “si giustificava
esclusivamente, alle condizioni previste, negli anni 2014 e
2015. La possibilita’ poi concessa per gli anni successivi non
trovava piu’ alcuna giustificazione, cosi’ come non trova
giustificazione l’ulteriore proroga – addirittura di due anni –
con la quale viene nuovamente scaricata sui proprietari
immobiliari una richiesta di fondi proveniente da alcuni Comuni.
Una disposizione eccezionale e finalizzata per due anni
(2014-2015) si estende quindi per altri cinque, arrivando fino
al 2020 e senza alcuna motivazione che non sia di pura cassa. Si
tratta di un segnale gravemente negativo che si aggiunge alla
mancata conferma del blocco degli aumenti dei tributi locali,
che innestera’ senz’altro una generale spinta a incrementi che,
con riferimento all’Imu e alla Tasi, portera’ ad accrescere la
gia’ elevatissima imposizione tributaria di natura patrimoniale
gravante sugli immobili, pari a 21 miliardi di euro ogni anno.
C’e’ da augurarsi – conclude Confedilizia – che l’esame della
manovra in Senato porti al settore immobiliare novita’ che
rimedino alla gravita’ di tali decisioni. Le proposte sono sul
tavolo e sono il minimo che si possa chiedere: una cedolare
secca per gli affitti commerciali piu’ coraggiosa, l’eliminazione
dell’Imu per i negozi sfitti (piu’ volte annunciata dallo stesso
Vicepremier Salvini), la stabilizzazione della cedolare per le
locazioni abitative a canone concordato, l’eliminazione delle
tasse sui canoni di locazione non percepiti, una maggiore
estensione degli incentivi per gli interventi sugli immobili,
misure per favorire gli investimenti nel residenziale”. (ANSA).

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