L’intervento di APE Confedilizia al Convegno Rigenerazione urbana
Nella giornata di ieri all’NH Hotel Marina di Genova, si è tenuto il primo Forum sulla Rigenerazione Urbana, organizzato da Tn Events& Media – Telenord con la collaborazione della Regione Liguria. L’appuntamento, moderato da Gilberto ha visto la partecipazione amministratori, esperti, associazioni e rappresentanti istituzionali.
Una sessione è stata dedicata alla partecipazione dei cittadini nella rigenerazione urbana, con l’intervento di rappresentanti di associazioni e federazioni del settore. Per la Confedilizia erano presenti Vincenzo Nasini ( vice Presidente Nazionale di Confedilizia e Presidente di APE Genova e), Paolo Prato (Presidente della Federazione Ligure della Confedilizia).
Nasini è intervenuto su temi centrali per la Confedilizia richiamando l’articolo 1135 del Codice civile, modificato nel 2012, che consente all’amministratore condominiale – se autorizzato dall’assemblea – di interagire con Comuni e Regioni per progetti di rigenerazione urbana e miglioramento ambientale dei quartieri.
Nasini ha poi sottolineato che gli interventi di rigenerazione urbana richiedono risorse adeguate e che la politica non deve adottare un approccio punitivo verso i condomìni. Per funzionare, gli interventi devono essere sostenuti da incentivi premiali, non da obblighi o sanzioni.
Prato ha posto l’accento sull’impatto degli interventi pubblici sul valore degli immobili, ribadendo l’importanza di garantire equità e trasparenza.
Ha affermato che per i proprietari di immobili svalutati dalla messa in esercizio delle nuove opere pubbliche i progetti di riqualificazione urbana sono fondamentali e necessari ma non possono sostituirsi ai giusti indennizzi spettanti ai proprietari di casa danneggiati.
Nasini e Prato rilevano infine l’importanza che nella disciplina di legge in materia di riqualificazione urbana venga definito in modo chiaro il concetto di “degrado urbano” e si evitino previsioni punitive, come l’aumento delle aliquote fiscali per i proprietari, che rischierebbero di scoraggiare gli investimenti. La leva fiscale deve essere utilizzata in senso incentivante, non sanzionatorio.
