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Confedilizia: Consiglio di Stato apre all’identificazione a distanza negli affitti brevi

Il Consiglio di Stato ha accolto la posizione sostenuta da Confedilizia ormai da quasi un anno: la circolare del Ministero dell’Interno del 18 novembre 2024 sull’identificazione degli ospiti negli affitti brevi non esclude le moderne tecnologie digitali.

Secondo i giudici amministrativi, l’identificazione “de visu” non deve necessariamente avvenire in presenza fisica. Come sottolineano nella sentenza, “attraverso le nuove tecnologie dell’informazione, essa potrebbe essere effettuata mediante appositi dispositivi di videocollegamento predisposti dal gestore all’ingresso della struttura purché idonei ad accertare l’effettiva corrispondenza tra ospite e titolare del documento di identità”. Sono ammessi strumenti come spioncini digitali o QR code con acquisizione di fotogrammi.

 “A questo punto auspichiamo che il Ministero provveda a integrare la propria circolare con le precise indicazioni del Consiglio di Stato, che consentono pienamente di garantire le esigenze di sicurezza all’interno degli edifici”, il commento del presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa .

APE Confedilizia Genova difende i diritti per la proprietà su case affitti lunghi e brevi
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No all’aumento delle tasse per gli affitti brevi

Bisogna usare incentivi, non imposte.

Da Ape Confedilizia Genova parte un secco no all’aumento delle tasse per gli affitti brevi. L’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi dal 21 al 26 per cento – previsto dalla bozza del disegno di legge di bilancio, ma non condiviso nell’ambito della stessa maggioranza di governo – è al centro del dibattito in questi giorni. A Genova e in Liguria la questione è stata trattata tante volte da Ape Confedilizia, la maggiore associazione della proprietà.

L’ultimo censimento della Regione Liguria risale a un paio di anni fa e fa riferimento a circa 25.000 appartamenti che offrono 100.000 posti letto, a fronte di un’offerta alberghiera ed extra alberghiera di 150.000 posti. Quindi ogni 3 posti in alberghi, bed & breakfast, agriturismi e altre tipologie consolidate corrispondono 2 posti negli affitti turistici brevi. A Genova e provincia il numero è di circa 11.000 appartamenti e 44.000 posti letto. Dunque, a Genova e in Liguria il fenomeno degli affitti brevi è in crescita e rappresenta una risorsa per molti proprietari e per il sistema turistico ligure.

La posizione di Ape Confedilizia sugli affitti brevi

Partendo da questo presupposto anche Vincenzo Nasini, presidente Ape Confedilizia Genova e vicepresidente nazionale, si associa a Confedilizia nazionale:

«Gli affitti brevi, peraltro, soddisfano anche esigenze diverse da quelle dei turisti, come lavoro, studio, assistenza a ricoverati».

Anche l’ultima revisione che mantiene la cedolare al 21%, ma solo nel caso in cui “nell’anno di imposta non siano stati conclusi contratti aventi ad oggetto tale unità immobiliare tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare o tramite soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare”, non convince.

Per Nasini, il vero problema è l’approccio alla materia:

«Si continuano a immaginare e proporre politiche per disincentivare gli affitti brevi, soprattutto con la leva fiscale. Invece bisogna fare l’esatto contrario. Incentivare gli affitti lunghi. Detassare chi è disposto a firmare contratti per la prima casa».

Vincenzo Nasini e Paolo Prato affitti brevi si colpisce il libero mercato APE Confedilizia Genova
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Affitti brevi: 38mila in Liguria, 10mila a Genova. No alle limitazioni

Basta colpevolizzare i proprietari e demonizzare gli affitti brevi. La stretta sulle keybox e pulsantiere, l’introduzione del self check-in vogliono limitare e colpire il libero mercato. 

Vincenzo Nasini, presidente Ape Confedilizia Genova e vicepresidente Confedilizia nazionale, e per Paolo Prato, Presidente della Federazione ligure della proprietà edilizia e di Ape Imperia, le ultime decisioni prese sugli affitti brevi hanno il solo scopo di creare un eccesso di regolamentazione vuol dire colpire e limitare il libero mercato. Mentre non bisogna colpevolizzare i proprietari casa e demonizzare gli affitti brevi. Eppure

«In tutto il territorio ligure il fenomeno degli affitti brevi è in continua crescita e coloro che acquistano un immobile per investimento si rivolgono sempre di più a questo segmento di mercato. Oggi c’è posto per tutti, il comparto alberghiero cresce e non viene schiacciato da quello extra-alberghiero. Anche i tipi di clientela sono differenti. In questo caso, infatti, come si è visto, a vincere è l’economia nel suo complesso».

Attualmente gli appartamenti ammobiliati ad uso turistico (AAUT) in Provincia di Genova sono 10.522 e i posti letto 48.513. In Liguria in totale gli AAUT sono 38.062 per un numero complessivo di 163.773 posti letto. Appartamenti che rispondono a una forte domanda turistica e che, quindi, portano soldi e ricchezza alla Liguria. Eppure, di fronte a un fatto incontestabile, da tempo diverse categorie chiedono di limitare o vietare gli affitti brevi. Altri ancora chiedono “regolamentare”, il fenomeno perché fuori controllo. Gli affitti brevi sarebbero la causa principale del rincaro degli affitti abitativi e dell’emergenza casa, causa di concorrenza sleale nei confronti degli albergatori, dello spopolamento dei centri storici ed in generale dell’overturism. È vero invece il contrario. È la proprietà immobiliare ad essere sotto attacco. Le proposte di aumentare l’Imu per gli immobili sfitti o la tassa di soggiorno sono per gli affitti brevi sono incommentabili. La stretta del Viminale sulle keybox e pulsantiere e l’introduzione del self check-in comporta un ulteriore aggravio sui proprietari degli immobili.

«Non è limitando e frenando i fenomeni in crescita come gli affitti brevi che si favorisce lo sviluppo economico. Colpire gli affitti brevi è un autogol per il turismo e più in generale per l’economia di Genova e della Liguria» – commentano ancora Nasini e Prato.

Le principali azioni da svolgere per migliorare la situazione abitativa in Italia sono il recupero degli oltre centomila appartamenti di edilizia residenziale pubblica non disponibili e il rafforzamento della locazione privata mediante misure di incentivazione fiscale, come l’azzeramento, dell’Imu per le abitazioni locate a canone concordato e garantendo una maggiore tutela dei proprietari in fase di rilascio degli immobili, ad esempio affidando le esecuzioni anche a soggetti diversi dagli ufficiali giudiziari.

Vincenzo Nasini APE Confedilizia Genova provincia appartamenti turistici affitti brevi
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Boom degli appartamenti turistici in bassa stagione

Per Nasini una risorsa, soprattutto in una Riviera con gli alberghi chiusi. Il caso di Camogli e Portofino.

I numeri a disposizione di Ape Confedilizia confermano l’importanza che gli affitti brevi stanno assumendo nell’ambito dell’offerta ricettiva e dell’industria del turismo, che è sempre più uno dei motori dello sviluppo ligure. Oltre ai dati generali, fanno un certo effetto alcune situazioni locali che confermano come spesso gli appartamenti ad uso turistico sia un’ancora di salvezza per il settore, come spiega Vincenzo Nasini, presidente di Ape Confedilizia della provincia di Genova e vicepresidente Confedilizia italiana:

«In questa seconda metà di febbraio l’offerta di appartamenti a Portofino è di 84 unità e a Camogli di 67; si tratta di due località che in questi giorni sono prese d’assalto dai turisti anche per ragioni climatiche favorevoli. Senza i proprietari che affittano a giornata o a settimana, l’offerta turistica sarebbe incapace di rispondere alla domanda, visto che molti alberghi sono chiusi per ferie o ristrutturazione. Gli appartamenti a uso turistico fanno una vera destagionalizzazione e invece che cercare di tassare e di limitare questa tipologia, bisognerebbe essere grati del fatto che esista questa offerta».

I dati in possesso di Ape corrispondono a quelli relativi al più noto portale dedicato e riguardano solo le zone più centrali dei due comuni presi in considerazione.

Allargando lo sguardo al dato ligure oggi sono 25 mila gli appartamenti destinati agli affitti brevi in Liguria per un totale di 100 mila posti letto a fronte di un’offerta alberghiera ed extra alberghiera di 150 mila posti. Questo significa che ad ogni 3 posti in alberghi, bed & breakfast, agriturismi e altre tipologie consolidate corrispondono 2 posti negli affitti turistici brevi. A Genova e provincia sono circa 11 mila gli appartamenti destinati agli affitti brevi per un totale di 44 mila posti letto. Dunque, a Genova e in Liguria come in tutta Italia il fenomeno degli affitti brevi è in crescita e rappresenta una risorsa per molti proprietari e per il sistema turistico ligure.

«Qualche giorno fa il ministro Daniela Santanchè, che nel recente passato ha certato di stoppare gli appartamenti turistici, ha detto che a Genova e in provincia mancano gli alberghi. Noi oggi diciamo che in attesa che si costruiscano nuovi hotel o che ci siano meno chiusure invernali, dobbiamo sperare che gli appartamenti turistici siano sempre disponibili» – conclude Nasini.

Avv Vincenzo Nasini e Prato su affitti brevi e turistici come risorsa per la Liguria Confedilizia APE Genova occupazione arbitraria immobili
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Affitti brevi e turistici: una risorsa da 100.000 posti letto per la Liguria

44.000 a Genova e provincia

Bene la Regione Liguria, male chi vuole bloccare lo sviluppo

I numeri a disposizione di Ape Confedilizia confermano l’importanza che gli affitti brevi stanno assumendo nell’ambito dell’offerta ricettiva e dell’industria del turismo, che è sempre più uno dei motori dello sviluppo ligure. Oggi Sono 25 mila gli appartamenti destinati agli affitti brevi in Liguria per un totale di 100 mila posti letto a fronte di un’offerta alberghiera ed extra alberghiera di 150 mila posti. Questo significa che ad ogni 3 posti in alberghi, bed & breakfast, agriturismi e altre tipologie consolidate corrispondono 2 posti negli affitti turistici brevi. Sono i dati emersi al convegno di Confedilizia intitolato “140 anni di battaglie in difesa della proprietà immobiliare”, che si è svolto recentemente a Genova. E, a proposito del capoluogo, il numero è di circa 11mila appartamenti e 44mila posti letto.

Con queste premesse Vincenzo Nasini, presidente di Ape Genova e vicepresidente nazionale di Confedilizia, e Paolo Prato, presidente della Federazione ligure della proprietà edilizia e di Ape Imperia, confermano un giudizio positivo rispetto al disegno di legge 165, proposto dall’assessore al Turismo Augusto Sartori, che dopo molte e inutili polemiche conferma il valore delle locazioni turistiche come volano economico imprescindibile per la Liguria.

«Confedilizia accoglie favorevolmente l’orientamento della Giunta Toti e dell’Assessore al Turismo Sartori di adottare un nuovo testo unico con finalità di sostegno al Turismo senza intervenire sugli affitti brevi, punto di vista che la Confedilizia Ligure aveva già espresso in sede di audizione in commissione regionale durante la formazione del testo di legge».

Per Nasini e Prato la Confedilizia nazionale e Ligure si è opposta fermamente fin dall’inizio alla proposta di legge del Governo ed in ultimo al “decreto anticipi” rilevando che non vi è alcuna necessità di un ennesimo intervento legislativo finalizzato, come tutti i precedenti, a limitare gli affitti brevi. In particolare, l’aumento della cedolare al 26% è sbagliato concettualmente, dannoso e porterà effetti contrari a quelli sperati, provocando l’aumento del sommerso.

«La via da seguire, invece, dovrebbe essere quella di semplificare le regole esistenti, lasciando la materia all’autonomia dei privati e non certo introdurre nuove norme. Se l’obiettivo del Governo è quello di stimolare la crescita delle locazioni di lunga durata, riteniamo che la soluzione non sia quella di limitare gli affitti brevi, bensì quella di incentivare gli affitti lunghi. I dati comunicati dalla Regione e dai Comuni sono chiari. A Genova, e ancor più nelle altre province, il mercato degli affitti brevi è in forte crescita e rappresenta una risorsa per le città liguri. Colpire gli affitti brevi è un terribile autogol per un’economia che vive molto di turismo e che in molte città ha un’offerta di posti letto nel settore alberghiero del tutto inadeguata», aggiungono Nasini e Prato concludendo che «È da respingere fermamente la convinzione che gli affitti brevi siano la causa di un far west nella domanda abitativa, dello lo spopolamento dei centri storici, della mancanza di alloggi per studenti, nel sociale e causa del fenomeno del over tourism in Liguria. Sono invece demagogiche, patetiche e pretestuose le istanze volte a cercare di risolvere i problemi abitativi colpendo fiscalmente gli affitti brevi e la proprietà anziché attuare politiche efficaci a livello statale nel settore dell’edilizia residenziale pubblica. Gli affitti brevi rappresentano un’opportunità di crescita economica imperdibile per tutto il territorio ligure».

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